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SETTEMBRE - OTTOBRE  2011

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IN QUESTO NUMERO

La posta di don Carlo

Collaborazioni

Voci dalle case

Riceviamo e pubblichiamo


Notiziario dell'Associazione
Volontari di Crescita Comunitaria

Pubblicazione registrata presso il Tribunale della Spezia nr. 9/2001 nr. 2 Anno 2002
Editore:
Associazione Volontari di Crescita Comunitaria  Via Cadorna, 24 - 19121 La Spezia
Tel. 0187/2557314
Direttore Responsabile:
Carlo Ruocco
Redazione: Gian Luigi Colombo, Alphi Ferri, Maristella Li Gioi, Mariangela Magnani, Maria Grazia Paganini, Emilio Pontali, Gianfranco Pozzoni, Marcella Tasso
Indirizzo:
“La Missione” via Carducci, 5 - 19038 Sarzana • Tel. 0187/6112230 Fax 0187/6112280 • E-mail: volontari@crescitacomunitaria.it
Progetto Grafico e Stampa:
Alpicella Service - Sarzana




Avvertiamo i collaboratori di Barsoom che gli articoli possono essere anche inviati per e-mail al seguente indirizzo
volontari@crescitacomunitaria.it


 

VOCI DALLA CASE

Casa Arcobaleno - Nicola “CERAMICA, CHE PASSIONE!”

Il 29 giugno 2011 abbiamo concluso il primo anno di Corso di Decorazione della Ceramica; il bel Laboratorio della Casa Arcobaleno di Nicola ha chiuso i battenti fino a settembre, con qualche “compito a casa” per chi desiderasse portarlo avanti.

Un’ esperienza importante, un inizio un poco spigoloso; il passaggio di mano dopo la scomparsa di Carlo, Maestro Fondatore, seguito da alcuni avvicendamenti di gestione, generava ovviamente da un clima di incertezza in chi aveva già fatto esperienza nel campo.

Ma il pennello è un grande mago, che crea linee che congiungono, così come la mescolanza dei colori miscela fra di loro anche gli animi.

Col tempo ogni partecipante ha cercato la propria dimensione attraverso il confronto, nelle piccole grandi scoperte, nello scambio culturale, nelle attività in comune.

Le nuove entrate hanno trovato nelle compagne più esperte sostegno tecnico ed incoraggiamento e tutte assieme qualche sollievo dai problemi quotidiani, in quella concentrazione che la ricerca e l’ anelito verso la bellezza richiedono.

In ogni oggetto eseguito è manifesto qualche talento; in molti una ben definita maestria.

Il Corso si è concluso con la consegna degli attestati di partecipazione: piccoli fogli testimoni di pazienza, di volontà di apprendimento e talvolta di autentica
passione.

Mi piace chiudere la descrizione di questo percorso con una citazione che esprima il senso di ogni opera umana: “che i semi non vadano dispersi e le piante vengano accudite. Così il raccolto rallegrerà la Terra.”

Il direttore artistico Stefania Motosi


La Fattoria, Caugliano 5 Luglio 2011

Credo che a tutti noi sia capitato di sentire tante bella parole, ma oggi abbiamo sentito un discorso che ci riguarda particolarmente; è stato il Vescovo a pronunciarlo ed è riuscito a toccarci.

Chi ha sulla pelle disgrazie legali sa che l’avvocato si presenta e dice: ”se ci va bene prendiamo poco, se ci va male prendi tot!”.
Ha usato questa metafora, in chiave calcistica, il Vescovo per aprire la riflessione sul fatto che le persone, nel bene e nel male, sono piuttosto sole e fragili di fronte ai percorsi della Vita, che si presenta a noi come un lungo fiume impetuoso.

Noi abbiamo la possibilità di scegliere: o ci lasciamo trascinare dalla corrente, o, senza troppi fatalismi, decidiamo di scegliere come affrontarla.

Diventare consapevoli che lungo il percorso andremo incontro a numerose
sofferenze, disgrazie e dolori, significa sapere che la Vita è dura.

La capacità e la volontà di superare gli ostacoli permette alle persone di godersi tutti quei percorsi, ed essi ci permettono di dire che la Vita è bella.

Ognuno di noi ha deciso di venire in comunità, ha scelto, quindi, di affrontare la corrente senza lasciarsi trascinare oltre.

Ci siamo permessi di accendere dentro di noi quella luce descritta dal Vescovo.

Qui noi oggi possiamo permetterci, grazie a strumenti appropriati, di accendere
quella luce, di vedere le cose e di scegliere quali sono quelle che ci potranno
migliorare e quelle che invece ci danneggeranno.

La luce, come diceva il Vescovo, non cancella le cose ma ci permette di vederle, l’importante è avere fiducia in noi stessi.

Poi ognuno è libero di avere fede, qualsiasi essa sia, affidandosi a ciò che crede più opportuno; ma quello che tutti dovrebbero tenere a mente, a mio parere, è che la Vita è una grande bufera e non c’è fede che allontani le piccole e grandi disgrazie dall’esistenza degli uomini, perché queste, come straordinariamente sottolineava il Vescovo, fanno necessariamente parte della Vita. La fede non può essere considerata un ombrello che ci protegge dalla pioggia, proprio perché è dalla sofferenza che si impara ad essere uomini.

Avere Fede significa avere la luce, significa restare stabili, solidi anche sotto i diluvi più burrascosi. E questo è quello che cerchiamo di imparare in comunità.
Oggi abbiamo avuto la possibilità di incontrare moltissime persone, tra le quali il Vescovo, il Sindaco di Fivizzano e Don Martini; ho incontrato nei sorrisi delle persone quel contatto e quelle emozioni che avevo perso quando ero trascinato dalla corrente.
È stato bello condividere tutto ciò perché ci ha permesso di arricchirci, non c’erano
pregiudizi tra noi “disgraziati” e le persone “normali”: tutti insieme abbiamo imparato che collaborando possiamo rendere più piacevole la realizzazione del nostro progetto di riscatto nei confronti della Vita, per poterla così abbracciare nella sua interezza.
Perché la Vita è bella e merita di essere vissuta.

Claudio, da Caugliano


Casa Nuova - Lettura quotidiano

Quando si arriva ad un equilibrio nel benessere bisogna non essere autodistruttivi: possiamo contrastare? Fare delle scelte? Contrastare il consumismo?

Cerchiamo di comprare il necessario, fare delle scelte personali.

Il benessere di per sè non è un concetto sbagliato, va condiviso, non bisogna farlo pesare a chi non ne ha.

Non devi farne un uso sbagliato.

Comprare solo gli oggetti della pubblicità non è sbagliato, è un attimo di piacere che va a riempire un vuoto, ma è solo un attimo.

Effettivamente è difficile far delle scelte che riescano a contrastare il gruppo.

I ragazzi di Casa Nuova


Casa Nuova "Festa multietnica" 18 Maggio

Alla festa erano presenti tante scuole diverse che rappresentavano anche la Spagna, Israele e la Germania.

C’erano bambini di tutte le età: dai tre ai quattordici anni.

Ci è venuto subito in mente il nostro periodo scolastico, quella realtà.

Come detto prima, nei vari gruppi vi erano presenti bambini di nazionalità diverse che si sono divertiti allo stesso modo nei balli e nelle danze senza nessuna differenza.
Era proprio bello perché vedevi seduti insieme i genitori marocchini, spezzini, albanesi, romeni e domenicani che applaudivano e chiacchieravano insieme senza difficoltà.
L’immagine che più ricorderemo sarà quella di un papà che giocava tanto col suo bambino.

Simone e Manuel, da Casa Nuova


Casa Nuova "Le avventure di Pinocchio, il musical"

Domenica sera alle ore 21.00 siamo andati all’anfiteatro di Viale Alpi ad assistere al musical “Le avventure di Pinocchio”, organizzato dall’associazione “Giovani in Rete” in collaborazione con varie parrocchie.

Il musical rappresentava un percorso teatrale attraverso i testi di Carlo Collodi,
accompagnato dalle musiche di Bennato e dei Pooh.

Riannetti e Dessì, da Casa Nuova


Eravamo tutti un po’ scettici sullo spettacolo, ma subito dopo l’inizio ci siamo ricreduti.
La coreografia era molto colorata, piena di luci, così come i vestiti.

La platea era piena di persone e la cosa che più ci ha colpiti è stata la presenza maggiore di adulti piuttosto che bambini, nonostante fosse una favola.

Bellissima la voce della ragazza che impersonava la Fata Turchina.
Nessuno era un attore professionista, ma l’interpretazione è stata più che egregia e questa ci ha colpito molto.

L’emozione più grande è stata il sentirci uomini liberi.

Simone e Bruno, da Casa Nuova


La sera del 19 giugno, il gruppo di Casa Nuova è andato a vedere la rappresentazione,
all’anfiteatro di Viale Alpi, di Pinocchio.

A primo acchito abbiamo pensato che fosse una banale recita, invece ci siamo ricreduti subito.

Lo spettacolo si è rivelato una magia di colori e balletti molo emozionanti; un Pinocchio d’eccezione ha imbastito tutta la storia muovendosi tra le varie scene ballando,
mimando e portando lo show a un finale da Broadway.

Molto belle le coreografie e gli scenari di fantasia col boom finale. Il tutto ci ha comunicato entusiasmo ed ilarità, e, benché lo spettacolo sia finito ben dopo mezzanotte, non c’è stato mai un momento di noia.

Manuel e Paolo, di Casa Nuova


Lo spettacolo, ben strutturato, ci ha regalato emozioni intense.

Iniziato verso le 21.30, lo spettacolo era diviso in due atti e si svolgeva nell’anfiteatro all’aperto di Viale Alpi.

La rappresentazione era un musical tratto dalla favola di Collodi intitolata “Pinocchio”, famosissima in tutto il mondo.

Rappresentato da ragazzi volontari per divertire e, soprattutto, non vi era un fine a scopro di lucro.

La cosa che ci ha colpiti inizialmente è stata la quantità di persone e, soprattutto, di giovani, i quali hanno dimostrato interesse senza prendere in giro o fare i superficiali per disturbare lo spettacolo. La storia è molto conosciuta quindi eviteremo di raccontarla.
La cosa bella è stata la particolarità nel modificare la storia e raccontarla attraverso bella musica, canzoni, coreografie, balli e, soprattutto, costumi e scenografie. Costruito con evidente materiale di recupero per spendere meno soldi ed usare più fantasia.

Jan, Davide e Jacopo, da Casa Nuova

 

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