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Casa
Arcobaleno - Nicola “CERAMICA, CHE PASSIONE!”
Il 29 giugno 2011
abbiamo concluso il primo anno di Corso di
Decorazione della Ceramica; il bel Laboratorio della
Casa Arcobaleno di Nicola ha chiuso i battenti fino
a settembre, con qualche “compito a casa” per chi
desiderasse portarlo avanti.
Un’ esperienza
importante, un inizio un poco spigoloso; il
passaggio di mano dopo la scomparsa di Carlo,
Maestro Fondatore, seguito da alcuni avvicendamenti
di gestione, generava ovviamente da un clima di
incertezza in chi aveva già fatto esperienza nel
campo.
Ma il pennello è un
grande mago, che crea linee che congiungono, così
come la mescolanza dei colori miscela fra di loro
anche gli animi.
Col tempo ogni
partecipante ha cercato la propria dimensione
attraverso il confronto, nelle piccole grandi
scoperte, nello scambio culturale, nelle attività in
comune.
Le nuove entrate hanno
trovato nelle compagne più esperte sostegno tecnico
ed incoraggiamento e tutte assieme qualche sollievo
dai problemi quotidiani, in quella concentrazione
che la ricerca e l’ anelito verso la bellezza
richiedono.
In ogni oggetto
eseguito è manifesto qualche talento; in molti una
ben definita maestria.
Il Corso si è concluso
con la consegna degli attestati di partecipazione:
piccoli fogli testimoni di pazienza, di volontà di
apprendimento e talvolta di autentica
passione.
Mi piace chiudere la
descrizione di questo percorso con una citazione che
esprima il senso di ogni opera umana: “che i semi
non vadano dispersi e le piante vengano accudite.
Così il raccolto rallegrerà la Terra.”
Il
direttore artistico Stefania Motosi
La
Fattoria, Caugliano 5 Luglio 2011
Credo che a tutti noi
sia capitato di sentire tante bella parole, ma oggi
abbiamo sentito un discorso che ci riguarda
particolarmente; è stato il Vescovo a pronunciarlo
ed è riuscito a toccarci.
Chi ha sulla pelle
disgrazie legali sa che l’avvocato si presenta e
dice: ”se ci va bene prendiamo poco, se ci va male
prendi tot!”.
Ha usato questa metafora, in chiave calcistica, il
Vescovo per aprire la riflessione sul fatto che le
persone, nel bene e nel male, sono piuttosto sole e
fragili di fronte ai percorsi della Vita, che si
presenta a noi come un lungo fiume impetuoso.
Noi abbiamo la
possibilità di scegliere: o ci lasciamo trascinare
dalla corrente, o, senza troppi fatalismi, decidiamo
di scegliere come affrontarla.
Diventare consapevoli
che lungo il percorso andremo incontro a numerose
sofferenze, disgrazie e dolori, significa sapere che
la Vita è dura.
La capacità e la
volontà di superare gli ostacoli permette alle
persone di godersi tutti quei percorsi, ed essi ci
permettono di dire che la Vita è bella.
Ognuno di noi ha
deciso di venire in comunità, ha scelto, quindi, di
affrontare la corrente senza lasciarsi trascinare
oltre.
Ci siamo permessi di
accendere dentro di noi quella luce descritta dal
Vescovo.
Qui noi oggi possiamo
permetterci, grazie a strumenti appropriati, di
accendere
quella luce, di vedere le cose e di scegliere quali
sono quelle che ci potranno
migliorare e quelle che invece ci danneggeranno.
La luce, come diceva
il Vescovo, non cancella le cose ma ci permette di
vederle, l’importante è avere fiducia in noi stessi.
Poi ognuno è libero di
avere fede, qualsiasi essa sia, affidandosi a ciò
che crede più opportuno; ma quello che tutti
dovrebbero tenere a mente, a mio parere, è che la
Vita è una grande bufera e non c’è fede che
allontani le piccole e grandi disgrazie
dall’esistenza degli uomini, perché queste, come
straordinariamente sottolineava il Vescovo, fanno
necessariamente parte della Vita. La fede non può
essere considerata un ombrello che ci protegge dalla
pioggia, proprio perché è dalla sofferenza che si
impara ad essere uomini.
Avere Fede significa
avere la luce, significa restare stabili, solidi
anche sotto i diluvi più burrascosi. E questo è
quello che cerchiamo di imparare in comunità.
Oggi abbiamo avuto la possibilità di incontrare
moltissime persone, tra le quali il Vescovo, il
Sindaco di Fivizzano e Don Martini; ho incontrato
nei sorrisi delle persone quel contatto e quelle
emozioni che avevo perso quando ero trascinato dalla
corrente.
È stato bello condividere tutto ciò perché ci ha
permesso di arricchirci, non c’erano
pregiudizi tra noi “disgraziati” e le persone
“normali”: tutti insieme abbiamo imparato che
collaborando possiamo rendere più piacevole la
realizzazione del nostro progetto di riscatto nei
confronti della Vita, per poterla così abbracciare
nella sua interezza.
Perché la Vita è bella e merita di essere vissuta.
Claudio, da Caugliano
Casa
Nuova - Lettura quotidiano
Quando si arriva ad un
equilibrio nel benessere bisogna non essere
autodistruttivi: possiamo contrastare? Fare delle
scelte? Contrastare il consumismo?
Cerchiamo di comprare
il necessario, fare delle scelte personali.
Il benessere di per sè
non è un concetto sbagliato, va condiviso, non
bisogna farlo pesare a chi non ne ha.
Non devi farne
un uso sbagliato.
Comprare solo gli oggetti della
pubblicità non è sbagliato, è un attimo di piacere
che va a riempire un vuoto, ma è solo un attimo.
Effettivamente è
difficile far delle scelte che riescano a
contrastare il gruppo.
I
ragazzi di Casa Nuova
Casa
Nuova "Festa multietnica" 18 Maggio
Alla festa erano
presenti tante scuole diverse che rappresentavano
anche la Spagna, Israele e la Germania.
C’erano bambini di
tutte le età: dai tre ai quattordici anni.
Ci è venuto subito in
mente il nostro periodo scolastico, quella realtà.
Come detto prima, nei
vari gruppi vi erano presenti bambini di nazionalità
diverse che si sono divertiti allo stesso modo nei
balli e nelle danze senza nessuna differenza.
Era proprio bello perché vedevi seduti insieme i
genitori marocchini, spezzini, albanesi, romeni e
domenicani che applaudivano e chiacchieravano
insieme senza difficoltà.
L’immagine che più ricorderemo sarà quella di un
papà che giocava tanto col suo bambino.
Simone e Manuel, da Casa Nuova
Casa
Nuova "Le avventure di Pinocchio, il musical"
Domenica sera alle ore
21.00 siamo andati all’anfiteatro di Viale Alpi ad
assistere al musical “Le avventure di Pinocchio”,
organizzato dall’associazione “Giovani in Rete” in
collaborazione con varie parrocchie.
Il musical
rappresentava un percorso teatrale attraverso i
testi di Carlo Collodi,
accompagnato dalle musiche di Bennato e dei Pooh.
Riannetti e Dessì, da Casa Nuova
Eravamo tutti un po’
scettici sullo spettacolo, ma subito dopo l’inizio
ci siamo ricreduti.
La coreografia era molto colorata, piena di luci,
così come i vestiti.
La platea era piena di
persone e la cosa che più ci ha colpiti è stata la
presenza maggiore di adulti piuttosto che bambini,
nonostante fosse una favola.
Bellissima la voce
della ragazza che impersonava la Fata Turchina.
Nessuno era un attore professionista, ma
l’interpretazione è stata più che egregia e questa
ci ha colpito molto.
L’emozione più grande
è stata il sentirci uomini liberi.
Simone e Bruno, da Casa Nuova
La sera del 19 giugno,
il gruppo di Casa Nuova è andato a vedere la
rappresentazione,
all’anfiteatro di Viale Alpi, di Pinocchio.
A primo acchito
abbiamo pensato che fosse una banale recita, invece
ci siamo ricreduti subito.
Lo spettacolo si è
rivelato una magia di colori e balletti molo
emozionanti; un Pinocchio d’eccezione ha imbastito
tutta la storia muovendosi tra le varie scene
ballando,
mimando e portando lo show a un finale da Broadway.
Molto belle le
coreografie e gli scenari di fantasia col boom
finale. Il tutto ci ha comunicato entusiasmo ed
ilarità, e, benché lo spettacolo sia finito ben dopo
mezzanotte, non c’è stato mai un momento di noia.
Manuel e Paolo, di Casa Nuova
Lo spettacolo, ben
strutturato, ci ha regalato emozioni intense.
Iniziato verso le
21.30, lo spettacolo era diviso in due atti e si
svolgeva nell’anfiteatro all’aperto di Viale Alpi.
La rappresentazione
era un musical tratto dalla favola di Collodi
intitolata “Pinocchio”, famosissima in tutto il
mondo.
Rappresentato da
ragazzi volontari per divertire e, soprattutto, non
vi era un fine a scopro di lucro.
La cosa che ci ha
colpiti inizialmente è stata la quantità di persone
e, soprattutto, di giovani, i quali hanno dimostrato
interesse senza prendere in giro o fare i
superficiali per disturbare lo spettacolo. La storia
è molto conosciuta quindi eviteremo di raccontarla.
La cosa bella è stata la particolarità nel
modificare la storia e raccontarla attraverso bella
musica, canzoni, coreografie, balli e, soprattutto,
costumi e scenografie. Costruito con evidente
materiale di recupero per spendere meno soldi ed
usare più fantasia.
Jan, Davide e Jacopo, da Casa Nuova |