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Notiziario dell'Associazione
Volontari di Crescita Comunitaria
Pubblicazione registrata presso il
Tribunale della Spezia nr. 9/2001 nr. 2
Anno 2002
Editore:
Associazione Volontari di Crescita
Comunitaria Via Cadorna, 24 -
19121 La Spezia
Tel. 0187/2557314
Direttore Responsabile:
Carlo Ruocco
Redazione:
Gian Luigi Colombo, Alphi Ferri,
Maristella Li Gioi, Mariangela Magnani,
Maria Grazia Paganini, Emilio Pontali,
Gianfranco Pozzoni, Marcella Tasso
Indirizzo:
“La Missione” via Carducci, 5 - 19038
Sarzana • Tel. 0187/6112230 Fax
0187/6112280 • E-mail: volontari@crescitacomunitaria.it
Progetto Grafico e Stampa:
Alpicella Service - Sarzana
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Avvertiamo i collaboratori di Barsoom
che gli articoli possono essere anche
inviati per e-mail
al seguente indirizzo
volontari@crescitacomunitaria.it |
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A distanza di pochi
mesi la nostra Associazione ha conosciuto un nuovo
momento di forte difficoltà: dopo la perdita di
Nuncia Pizzuto, ci ha lasciati anche Enzo Biggi.
Chi conosce il mondo del volontariato, sa che al suo
interno nessuno può ritenersi insostituibile, ma
alcuni si rendono indispensabili.
Nel volontariato si entra senza formalità e
altrettanto informalmente se ne esce. Chi supera il
punto critico della permanenza diventando presenza
costante, si fa indispensabile.
La doppia perdita subita ha messo a rischio la
solidità della nostra struttura.
Non sono le buone ragioni a venir meno; è che
fatichiamo sempre più a colmare gli spazi vuoti.
Nei momenti più critici ci aiuta ricordare i modi
della loro presenza: riusciamo ad incontrare nuovi
stimoli.
La
Redazione
Enzo,
a Santa Caterina ti ho salutato chiedendoti un
aiuto:
aiutare me e i presenti a cercare sempre di più il
mondo dello Spirito.
Nei nostri contatti ti ho sentito teso alla
grandezza, di una grandezza che porta, di gradino in
gradino, al mondo dell’ INFINITO ASSOLUTO.
Così nella promessa fatta a Mariangela, così nei
numerosi contatti con i nostri ragazzi,
dove utilizzando il finito dei numeri e della
scienza, costruivi, giorno per giorno, un
piedistallo a loro, perché li volevi sempre più
grandi.
Così con Azzurra Biggi, indicando, con l’esempio e
l’affetto a Lei, che iniziava l’inserimento nella
comunità cristiana, come dovrà essere il suo
cammino.
L’aiuto, è vero, in parte l’abbiamo già riparlando
delle tue azioni, ma ora che anche puoi di più, non
smettere di essere presente.
Ciao, grande AMICO.
Don Franco
...l’apparenza a volte
inganna...
...il tempo a volte inganna...
...Le parole a volte ingannano...
ci è bastato poco, veramente poco per fare in modo
che questo uomo mi piacesse...
forse troppo poco...
ma è bastato questo “poco” non c’è stato nemmeno il
bisogno di capire...
uno sguardo, una parola, un gesto elegante quasi
fuori dal tempo e dallo spazio...
con il tuo amore hai abbracciato mille mondi, mille
tempeste, mille sorrisi, mille persone, mille
storie, mille etnie...
astronauta venuto dallo spazio a volte pari...
ma sei rimasto per noi piccoli uomini troppo poco...
un nodo nella gola, quando penso a te e nulla mi dà
una qualsiasi
spiegazione della tua ingombrante assenza...
Dire che sei stato amato è riduttivo...
Non è una questione di merito…
tu del merito te ne fregavi altamente...
tu volavi già troppo in alto...
a volte anche troppo in alto per poter raggiungere
il tuo sguardo...
Ciao Enzo
Un amico che forse ti ha conosciuto troppo tardi
Maurizio Pescini, volontario
Ciao Enzo,
è con estrema commozione che fra noi ricordiamo il
tempo
passato in tua compagnia.
Non dimenticheremo mai la tua semplicità, la tua
pazienza, la tua bontà.
Tu e i ricordi che ci legano a te siete cose
preziose che manteniamo vive nei nostri cuori.
Riposa in pace, AMICO.
I
ragazzi di Caugliano
Ho incontrato Enzo nel
2001, una cena per volontari in CT, presenti decine
di persone.
Molto English-man, elegantissimo, un vero signore.
Di lui mi colpì lo sguardo diretto, attento agli
interlocutori, e la voce...una voce calda, una
timbrica particolare, di quelle che non dimentichi.
Insieme a Mariangela, “così diversi” pensai.
“Così diversi e complementari” dico oggi.
Insieme hanno tirato
fuori il meglio di sé, condiviso e realizzato
progetti – amato.
Non posso scrivere di Enzo scindendolo da
Mariangela.
La loro casa è stata
sempre aperta agli amici, a chi era in difficoltà ma
ci provava, anche per l’ennesima volta, a risalire.
Alla loro tavola -cene
luculliane, di fronte al camino- riuscivano a
coesistere mondi che, diversamente, non si sarebbero
mai incontrati.
Enzo è stato un
passionale, chiaro nel prendere posizione sempre di
fronte alla vita, di fronte alle problematiche
sociali, nell’impegno civile e politico.
Enzo ha detto la sua
con il suo esempio, con la sua vita, con la sua
coerenza, con il suo “stare” di fronte agli
accadimenti con educazione, sempre, ma con forza.
Enzo è un esempio di adulto: non è solo la mano
tesa, nè il sorriso gentile, nè la gioia della
compagnia, ma la tensione spirituale nel credere
nell’uomo, credere che l’altro abbia sempre un
valore, che ce la possa fare ed è quindi disposto a
fidarsi di lui.
Gli addii sono
sempre dolorosi quando si tratta di persone come
Enzo, a cui vogliamo bene e ci hanno dimostrato il
bene.
Spero di rivederti un
giorno Enzo e ti faccio gli auguri di buon viaggio e
ti saluto con un semplice “Arrivederci”.
Marcella Tasso, volontaria
Arrivederci Enzo…
Vorrei tanto che fosse così, non la fine ma l’
inizio…in un altro luogo e in un altro tempo a noi
ancora sconosciuto e… che lì, continuassi ad essere
sempre la persona che eri per me e per quelli che ti
conoscevano, anche solo poco, gentile, sorridente,
affabile, rassicurante e con te tante persone care
che ti hanno preceduto e che
continuiamo ad amare.
Maristella
Ha detto don Franco
nella breve omelia: torniamo alle nostre case
portando con noi il fiore che Enzo ci ha regalato:
“Le persone sono ben più importanti delle cose”…
Aggiungo: e le persone sanno essere ben più generose
delle cose.
Tutto dipende dalla nostra capacità di “dare”
gratuitamente, quella capacità che Enzo possedeva in
misura così abbondante nei rapporti coi ragazzi
della Comunità, da far dire: quando parlano con lui
si spogliano delle loro arroganze.
Sono persone speciali quelle che possiedono il dono
della gratuità, forse per
contrappasso con la normalità corrente che
privilegia egoismi e venalità nei rapporti. I
ragazzi che hanno sperimentato la disperazione degli
ultimi, possiedono un “di più” di sensibilità, che
li rende capaci di cogliere negli atteggiamenti e
nella voce di chi li circonda il tasso della
gratuità: più alto avvertono questo valore e meno si
trincerano dietro scudi manipolatori e auto
difensivi.
Li ho visti questi ragazzi sul sagrato della Chiesa,
convenuti al richiamo di un tam-tam che loro
chiamano “radio CEIS”: silenziosi e consapevoli,
ciascuno proveniente da una propria strada che, nel
frattempo, li ha portati lontani dalla Comunità;
ciascuno silenzioso e rattristato, non per
assecondare la ritualità del momento, ma perché
avverte nel petto il peso della perdita di una
persona gratuita; ciascuno consapevole d’essere più
povero di ieri.
Gian Luigi Colombo, volontario
Ho conosciuto poco sia
te che Mariangela, ma so cosa vuol dire per lei aver
perso il compagno della propria vita, vedere
frantumati i progetti che avete elaborato insieme.
Per questa ragione offrirò a lei il mio sostegno e
la mia amicizia perché possa
continuare a guardare avanti con te, comunque
presente.
Ciao, Enzo.
Maria Grazia Paganini, volontaria
Ciao Prof,
sto pensando… Sto pensando a quanto mi hai dato e mi
rendo conto che dentro di me è rimasto tanto: ho
davanti agli occhi sicuramente episodi felici, ma
non posso negare di averne avuto anche di difficili,
momenti in cui ero sopraffatto dallo sconforto… e tu
eri con me.
Io con la mia irruenza e la mia impulsività facevo
fatica a gestire l’ansia che nasceva da un disagio
interiore e tu eri vicino, con la tua presenza
elegante, delicata ma, allo stesso tempo, forte.
Il tono della tua voce pacato, la tua capacità di
esprimere te stesso con quel modo diretto e semplice
che ha acquisito chi, con gli anni, ha preso
consapevolezza di sé e delle proprie emozioni in
modo maturo e sicuramente con non poca fatica.
Guardarti mi ha aiutato a sperare, a provare a
vedere il mondo da un punto di vista costruttivo, ad
essere paziente.
Paziente… Quanta ne hai dimostrata di pazienza
nell’aiutarci a comprendere le cose!
Mi chiedevo perché tanti sforzi, senza niente in
cambio.
Ma ora capisco che non
è così: quando una persona decide di aiutare gli
altri, ogni sorriso, ogni lacrima, ogni tentativo ti
riempie e ti rende veramente una persona più
complessa…
Non dico completa, perché arrivati non si è mai, e
questo me l’hai insegnato tu.
Mi manca la condivisione, mi mancano i momenti
“nostri”…
Ciao prof di vita, rimarrai nel mio cuore.
Davide G., per sempre Tuo Allievo
Enzo…
Semplicità, discrezione, misura, generosità,
affetto, impatia…
Le cose più grandi si fanno nel modo più semplice
che ci è dato, senza clamori, con animo sincero.
La sua figura esile rimanda un’immagine precisa,
definita, senza tentennamenti nelle scelte…
risplende naturalmente come fanno i bambini!
E riprendendo uno scritto di Mandela, “quando
permettiamo alla nostra luce di risplendere, diamo
agli altri la possibilità di far risplendere la
propria”. Questo ha fatto Enzo, ed ancora continua a
risplendere.
Maria Grazia Vatteroni, volontaria
Sono un ragazzo che ha
passato più di due anni in Comunità e quindi ho
avuto la fortuna di conoscere Enzo. Non avrei mai
voluto scrivere questa lettera,
perché vorrei che fosse ancora con noi, ma la realtà
è questa, e allora la scrivo con sincerità e
orgoglio: Enzo lo meritava davvero, non sono le
solite parole di circostanza.
Quando ero in Comunità frequentavo il corso
scolastico per Servizi Sociali ed Enzo era il mio
prof. volontario di matematica; per questo ho avuto
con lui un rapporto molto stretto.
Una o due volte la settimana veniva su a Caugliano
per farmi lezione e, tra una radice, una x o y,
quando non ne avevo tanta voglia parlavamo del mio
passato: mi ascoltava, mi consigliava, mi sgridava.
soprattutto, sono gli insegnamenti più belli che mi
ha dato: la dignità, l’uguaglianza e il rispetto
verso di me e verso gli altri.
Quando ho dato l’esame di matematica, ho preso sette
e mezzo, e lui era
orgoglioso di me.
Penso di avergli fatto un bel regalo.
Ma era felice anche dopo a Sarzana, quando vedeva
che stavo vincendo l’esame più importante:
riprendermi la mia vita, grazie anche al suo aiuto.
Ora, Enzo, ti saluto.
L’unico rammarico è averti conosciuto quattro anni e
mezzo fa.
Finisco con una battuta che ti farà sorridere: ma
dovevo venire in Comunità per conoscerti?
Ciao, ti voglio bene.
Enrico, un tuo allievo
Era la primavera di
quattro anni fa.
Avevo una difficile situazione sentimentale da
chiudere e poche forze ed energie per farlo.
Ricordo di essermi rifugiato per qualche tempo nella
Comunità di Caugliano per trovarle.
Al mio rientro a Sarzana ho cercato e trovato poche
persone pronte ad
ascoltarmi ed aiutarmi: in quella occasione ho
potuto conoscere e vivere il calore di Enzo e della
moglie Mariangela, persone ricche quanto semplici.
Io, con tutto il mio passato di disagio alle spalle
sono stato accolto a girovagare libero nelle stanze
calde di una famiglia che mi è entrata nel cuore.
Ecco cosa ho trovato.
Ecco cosa voglio ritrovare negli sguardi della
gente.
Un abbraccio.
Giacomo, ospite della Comunità
Ti abbracciamo caro
amico, un abbraccio fatto di
affetto sincero. Incontrarti e condividere con te
l’amore per il prossimo è stata un’esperienza di
vita gioiosa.
Incontriamo tanti amici lungo il percorso
dell’esistenza; alcuni purtroppo ci lasciano troppo
presto e tu sei tra questi, ma accade, talvolta, che
lascino nei nostri cuori un’impronta più grande e
più profonda.
Grazie per ciò che mi hai donato e per quanto amore
e dedizione hai saputo elargire ai miei ragazzi.
Laura, operatrice
Da
parte di tutti noi: “Grazie per i regali che ci hai
lasciato”. |