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Notiziario dell'Associazione
Volontari di Crescita Comunitaria
Pubblicazione registrata presso il
Tribunale della Spezia nr. 9/2001 nr. 2
Anno 2002
Editore:
Associazione Volontari di Crescita
Comunitaria Via Cadorna, 24 -
19121 La Spezia
Tel. 0187/2557314
Direttore Responsabile:
Carlo Ruocco
Redazione:
Gian Luigi Colombo, Alphi Ferri,
Maristella Li Gioi, Mariangela Magnani,
Maria Grazia Paganini, Emilio Pontali,
Gianfranco Pozzoni, Marcella Tasso
Indirizzo:
“La Missione” via Carducci, 5 - 19038
Sarzana • Tel. 0187/6112230 Fax
0187/6112280 • E-mail: volontari@crescitacomunitaria.it
Progetto Grafico e Stampa:
Alpicella Service - Sarzana
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Avvertiamo i collaboratori di Barsoom
che gli articoli possono essere anche
inviati per e-mail
al seguente indirizzo
volontari@crescitacomunitaria.it |
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“AUTORITA’ PERDUTA” LIBERE CITAZIONI DA UNA
CONFERENZA DI PAOLO CREPET
Il valore e il senso
delle parole si imparano attraverso la coerenza
educativa tra genitori all’interno della famiglia.
Il ricambio generazionale è il vero problema
educativo. Vi sono due milioni di giovani in Italia
che non lavorano e non studiano: così gli stiamo
rubando il futuro, per soddisfare il nostro grande
egocentrismo.
Tutti i bimbi hanno un loro “talento”: perché
aiutare un bambino che ce la fa? Eppure abbiamo
tanti, troppi “genitori elicottero” che si
sostituiscono ai figli e così buttano via un po’ di
loro.
Dobbiamo amarli, vederli crescere diversamente,
capire che ci sono delle vite diverse. Devono
sperimentarsi per crescere forti.
Le aspettative spesso sono zainetti troppo pesanti.
Educare significa togliere, non dare, perché scatena
nella persona che cresce la fantasia, la creatività.
Aiuta a prevenire la rassegnazione e la disistima:
“Ho fatto una cosa per me”.
Certo, i no sono una forma di frustrazione e di
dolore, ma la vita ha i suoi spigoli, le sue
durezze: non dobbiamo proteggere i bambini mediante
i “paraspigoli”, ma con l’ascolto.
La gara di “amicalità” uccide quella passione che ci
fa litigare e litigare ci permette di parlare di
cose che ci indignano, ci premono, che amiamo. La
passione trasmette un’emozione.
Tutto quello che è comodo è stupido; tutto quello
che è scomodo è interessante.
Mio figlio deve ancora sbagliare e piangere.
“Piangi, piangi pure e poi, io lo so perché credo in
te, smetterai di piangere. Non cresci se non hai
pianto.”
Il compito educativo è immateriale, è il dono di
un’emozione. Noi siamo i grandi capitani della nave
e loro i marinai.
I bambini non devono
preoccuparsi di decidere: devono essere felici e
dormire sereni, perché hanno un grande capitano al
loro fianco.
Con l’esempio della nostra vita, noi adulti
insegniamo la curiosità e la creatività. Sfidiamo i
nostri figli: dire di no è dar loro un’opportunità;
dando loro fastidio, li provochiamo e li sproniamo
al ragionamento.
La crisi è una grande opportunità: devi scegliere,
puoi trovare strade nuove, puoi anche sbagliare, ma
avrai imparato a non rassegnarti all’errore e ad
utilizzarlo come fonte di arricchimento.
Dobbiamo dare molto di più di ciò che riceviamo: il
nostro conto educativo dovrà essere sempre in rosso.
Educare è una “cucina lenta”, non dobbiamo aver
fretta di incassare, necessitiamo della calma del
contadino.
Marcella Tasso, volontaria
Riunione col Sindaco
Nello scorso mese di
ottobre il Sindaco Caleo ha convocato presso la sala
consiliare il Terzo Settore attivo sul nostro
territorio: associazioni culturali, associazioni di
volontariato, associazioni sportive, sindacati e
cooperative sociali. L’incontro, molto partecipato,
si proponeva di portare a conoscenza dei presenti le
conseguenze negative che i recenti tagli governativi
avrebbero comportato per il tradizionale appoggio
economico che l’Amministrazione ha sempre riservato
al comparto sociale.
Per garantire
all’iniziativa il carattere di buona pratica
partecipativa, era necessario evitarle il rischio di
ridursi a silenziosa presa d’atto delle conseguenze
che il fallimento del progetto di welfare comportava
per l’economia sociale.
Così è stato. Il Terzo
Settore intervenuto numeroso ha colto l’occasione
per un’analisi franca delle difficoltà economiche
che lo gravano, accettando come presupposto la
irreversibilità di una crisi del sistema economico
che non consente prospettive di superamento.
Per la prima volta
ciascuno dei soggetti presenti si è interrogato
sulla capacità di sopravvivere alla carenza dei
contributi pubblici; per la prima volta ha preso
coscienza di un concetto basilare, forse
sottovalutato al tempo delle vacche grasse: il
carattere sussidiario dell’economia sociale esige
una capacità di auto rigenerarsi, sia pure ai
livelli minimi, prescindendo dalle elargizioni
pubbliche.
Gli eventuali
contributi costituiscono valore aggiunto, consentono
ottimizzazioni ma, se diventano indispensabili,
contraddicono il concetto stesso di sussidiarietà.
A questo riguardo un
suggerimento interessante è emerso dal dibattito: le
associazioni dovrebbero aggregarsi per tipologia di
settore, così da realizzare Consulte all’interno
delle quali ottimizzare e condividere le risorse
disponibili, sia finanziarie che umane.
Acquisito questo primo livello di dibattito, i
successivi interventi hanno messo in mora la logica
della linearità con cui solitamente vengono
praticati i tagli alle risorse, quasi si trattasse
di un meccanismo di equità sociale e non di una
mannaia qualunquista che evita l’assunzione di
responsabilità “politica”.
Se le risorse
scarseggiano, l’Ente Pubblico ha il dovere di
definire una scala di priorità fra le ragioni dei
diversi soggetti che operano nel sociale.
Il Volontariato,
l’Associazionismo, il Cooperativismo sociale sono
manifestazioni preziose di culture solidali e di
valori comunitari, tutte meritevoli di generosità,
tutte alimentate da una forte componente di gratuità
reale.
Ma quando
attraversiamo momenti di povertà diffusa, occorre il
coraggio della scelta prioritaria, che non significa
discriminare sul merito: significa piuttosto ricerca
di criteri che privilegino percorsi di giustizia
sociale.
Alcuni settori del
sociale (ad es. cooperative di reinserimento
lavorativo e strutture di recupero dal disagio) non
dispongono di ammortizzatori, non sono appetibili
per eventuali sponsor e faticosamente sopravvivono
della loro capacità economica: costituiscono il
gradino più alto della priorità. Trascurarle
significa estinguerle.
L’incontro si è concluso in un’atmosfera di diffuso
consenso su questa ipotesi di approccio al problema.
Gian
Luigi Colombo, volontario
EMOZIONI E SENSAZIONI PROVATE A MONTEROSSO IN AIUTO
ALLA POPOLAZIONE
Sono partito da
Caugliano con Gianluca e Marco, con il proposito di
andare ad aiutare a Monterosso le persone colpite
dalla alluvione.
Sono ritornato domenica sera a Caugliano con una
felicità interiore che non avevo mai provato.
Fino ad ora, pur essendo consapevole di aver dato
tutto ciò che potevo nell’aiutare gli altri, ho
ricevuto un aiuto cento o mille volte in più di ciò
che io ho donato.
Credevo che nella vita ci fossero solo i viaggi, la
droga, l’alcool e il sesso. Credevo di essere felice
e contento per un week-end a Montecarlo, Parigi,
Amsterdam o altrove e di aver toccato l’apice della
felicità cenando con Valentino Rossi in Malesia.
Che povero illuso ero!!!
Mi ero perso il vero valore della vita, che solo in
questi giorni sono interamente
riuscito a scoprire ed appagare. Quante volte mi
sono fatto del male!
Le tentazioni non mancavano a Monterosso: dove
passavi ti offrivano da bere, ma
neppure mi ha sfiorato l’idea di accettare.
Ero intento a cogliere
negli sguardi delle persone la consapevolezza di
aver perso tutto, lo spirito comunitario che
accomunava cittadini e volontari, la dignità per
potersi sollevare da un simile disastro, la
sofferenza che c’era, ma non si notava come un
macigno sulla schiena, ma come un punto di partenza
per vivere e rialzarsi in modo decoroso.
La parola “grazie” riecheggiava ogni secondo da
parte di tutti i residenti. Non mi era mai accaduto
di essere così felice.
Durante le due Messe a
cui ho partecipato, ho notato che, pur essendoci
rumori continui dei mezzi di soccorso, regnava
nell’aria uno spirito di pace e di totale
fratellanza.
Tutto ciò mi porta ad affermare che anche una
tragedia di così grande entità ci può aiutare a
migliorare, ad unirci, ad amare la vita e a
coglierne il suo vero significato.
Andrea, ospite di Caugliano
UN
OMAGGIO PER STEVE JOBS
(citando le sue parole ai giovani all’Universita’
di Stanford nel 2005)
“Il tempo a
disposizione di ognuno di noi e’ limitato, perciò
non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non
rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a
vivere secondo il pensiero di altre persone. Non
lasciate che il rumore delle opinioni altrui
zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più
importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro
cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in
qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete
diventare. Tutto il resto è secondario”.
Maria Grazia Paganini, volontaria |